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LA PUTTANA MONTAGNE - La mancanza del cazzo
22.11.2025 |
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"E poi se lo scopì di più e vedrà che questo essere inferiore sarà felice! Lo farà mr..."
( Siamo in un fantastico Mondo dominato dai Transex che vivono con le loro leggi nel Territorio Transex. Altro capitolo di una lunga saga di pura fantasia.)Dopo il viaggio a Lesboland ritornammo alla vita di prima nel quartiere. Io ex prostituta sovvenzionata dal nuovo Governo del Territorio Transex per non lavorare e Sugar che gestiva il suo piccolo giro di marchettari lontano da casa perché la polizia ci controllava, cioè controllava me affinché non tornassi a battere pur ricevendo la sovvenzione e certo una pappa come moglie che garantiva per me non era vista di buon occhio. La polizia mi contattava spesso e si accertava che non lavorassi, passavano dalla tavola calda, giravano per gli isolati con un database di nominativi di ex-prostitute e fermavano spesso uomini tipo me. E una volta al mese una dottoressa transex assieme ad una poliziotta venivano nel nostro appartamento a farmi una visita corporale per verificare che stessi bene e in salute. Le prime volte Sugar era presente, ma finiva sempre che si innervosiva e litigava con la poliziotta, così alla fine non si faceva trovare in casa. Era fastidioso quell’appuntamento. Le due era dure e sbrigative, sgradevoli, la poliziotta mi sbattacchiava di qua e di là e la doc era una biondona alta, con grosse mani dure, sempre truccatissima, un bel seno sotto il camice bianco, anche sexy, ma una vera stronza, mi sottoponeva ad un esame lungo e invasivo, guardava ovunque, in ogni orifizio, buco del culo, bocca, naso, ecc. palpava ruvida e silenziosa, la poliziotta era una nera di classe C dura e sempre incazzata, lei parlava sempre e mi interrogava:
“Quindi non batti da un anno e mezzo?”
“Sì”
“E neppure una volta? La tua pappa non ti ha dato
“No
“Dici stronzate puttanella! A me non mi freghi, neppure una volta?”
“No
“Solo la tua pappa si scopa quel culetto bianco da troia?”
“Sì
“Parla troia. Non ti credo..
“No
“Basta con questi sì, no, stupido!ti ho detto di parlare!”e mi molla uno spintone.
“...cioè Sugar è mio marito ed è una transex, chiaro che se vuole far divertire un suo amico..
“Vedi troia?” altro spintone, mentre la dottoressa mi palpa le palle
“...non posso certo dire di no...ma niente soldi..per puro divertimento…
“E la tua pappa di punisce ancora?”
“...mm..meno” dico da una parte sollevato, dall’altra mi piace da morire quando Sugar mi riempie di schiaffi e sputi e fa sentire che è lei che comanda e in fondo io sono sempre la sua troia anche se adesso pure sua moglie, mi piace farmi dare una ripassata da Lei, mi fa sentire suo, amato, da quando siamo tornati dal viaggio non mi ha più preso a schiaffi, mi manca.
“Cioè non ti mena? Non ci credo!”
“Ho detto meno, ogni tanto mi rimette in riga!” ridono entrambi.
Quando vanno via mi lasciano il foglio che è tutto ok.
Sugar sta sempre meno a casa, io sono sempre alla tavola calda a sfondarmi di erba con Jeyline o qualche puttana che lavora ancora. La sera sono spesso solo a casa. Penso a Sugar, al mio amore per lei e al suo cazzo. Stando spesso fuori non mi scopa granchè, certo ogni tanto, al sabato mi porta fuori a cena come una vera coppia e poi la notte mi scopa alla grande e ogni mattina posso pulire il suo cazzo dopo la pisciata appena sveglia, ma lei non mi fila molto, tutto è molto routine. La sento distante e mi manca. Quando la domenica non esce e rimane alla tv tutto il giorno provo a stuzzicarla facendo lo stupido e la troietta strusciandomi sul suo pacco oppure cerco di farla arrabbiare perché mi sbatta ben bene e mi faccia sentire sua a suon di sculaccioni o schiaffi, ma lei è stanca, irritata o assonnata e non capita mai. Solo una sera non gradisce la mia cena e mi rifila qualche bello schiaffo tirato bene, quindi mi mette legato sul letto e torna alla tv. Mi lascia lì due ore, quando risale però me lo sbatte in culo e mi cavalca bella incazzata sfondandomi il didietro e venendo pesantemente nel mio culo. Ma è successo ben due domeniche fa non ho più visto il suo cazzo.
Ero una troia che amava il cazzo nero e alla tavola calda, fatto d’erba, blateravo con le amiche e le puttane che battevano ancora, di voler succhiare cazzi e farmi scopare. Pensai di rimorchiare qualcuno, ma era pericoloso, Sugar aveva molti amici e le avrebbero riferito e allora sarei stato nei guai. Mi feci un paio di giri alla taverna dove si ritrovavano pappa e feci gli occhi dolci ad un paio, ma la sera dopo Sugar mi chiese dove ero stato, dovetti confessare e lei si arrabbiò.
“Non ti permetto di andare a fare la troia in giro, stupido, sono ancora io la padrona qui!”
“Sì Sugar ma lo sai a me manca il tuo cazzo...lo sogno, lo desidero…”
“Puttana!” e mi schiaffeggiò, quindi disse che non lo avrei certo preso quella sera, perché lei andò via a bere.
Poi le cose cambiarono ancora. Il Governo cambiò le regole: non potevano pagarci per stare a casa, quindi impiegarono le ex-prostitute come me in compiti sociali. Inoltre strinsero le maglie attorno ai nostri pappa: chi aveva una moglie che riceveva il sussidio per non prostituirsi non poteva fare la pappa. Sugar andò su tutte le furie, ma la polizia ci controllava ancora di più e dovette mollare tutte le sue puttane. Ma quello era il suo mestiere e così andò giù, incazzata, scontrosa, non stava mai a casa, non mi scopava più, non la vedevo mai in pratica. Anche perché i servizi sociali alle quali dovevo partecipare erano impegnativi: tutta la settimana dalla mattina al primo pomeriggio, 4 ore a pulire patate, preparare zuppe, panini, bottigliette di acqua e vitamine per poveri della città. Noi però non li vedevamo i poveri, quando finiva il nostro turno, la mensa era ancora chiusa, ma quando uscivamo per andare a casa, c’era una lunga fila.
Il lavoro era duro, si correva, si lavorava, ma eravamo molti, 16 in tutto e ce la facevamo, conobbi alcuni dei compagni. Erano simili a me, uomini giovani bianchi, che per tutta la vita avevano fatto le troie. Però c’erano anche storie più tristi e dure: gente che era stata nei peggiori bordelli, infimi posti, dove era a disposizione dei clienti per ore e ore. Alcuni capitati i gang transex hardcore, pazzi violentissimi che li frustavano a sangue. Uno era stato imbarcato su un cargo come troia di bordo. Era unico per 30 marinai, legato in una cella con una catena, riso e acqua soltanto, sfogo sessuale per quei marinai tutto il giorno. Per 50 giorni, era sfinito e quasi morto alla fine. Alcuni avevano avuto storie tristi e durissime. Pensai che a me era andata abbastanza bene, cioè avevo preso anche io valanghe di cazzi al bordello di Mammie e umiliazioni e botte, ma dopo Sugar la mia vita si era riempita di amore per Lei e anche se fare la puttana per lei era stato a volte duro, però adesso ero sposato con Lei, l’amavo. A lavoro iniziai a vendere erba per raccimolare soldi da dare a Sugar, senza puttane in scuderia, stava dando fondo ai risparmi e l’unica entrata era la mia pensione da ex-puttana. Così tutti i soldi finivano a lei che se li sputtanava alle corse dei cani, in rum e benzina. Io mi tenevo qualche credito dall’erba per le piccole spese, a lavoro prendevamo un sacco di cibo e ce lo dividevamo, ma per il resto ero sempre con pochi soldi in tasca. E Sugar non c’era mai e non mi scopava. Aveva voglia di cazzone nero, un giorno la supplicai di poterlo almeno succhiare, ma lei era troppo sbronza per darmelo.
Ero nervoso e allo stesso tempo tranquillo a lavoro mi divertivo alla fine, il pomeriggio lo passavo alla tavola calda ma spesso a casa a riposare, da solo, a fumare erba alla tv.
Decisi che dovevo fare qualcosa per attirare Sugar a me. Durante una visita presi coraggio e confessai alla dottoressa le mie frustrazioni da casalinga privata del cazzo padronale. La poliziotta era scesa a bersi un caffè di sotto. La dottoressa fu comprensiva, mi fece piangere mentre mi infilava un dito nel culo per controllare. “...io...io...lavoro...pulisco...sono sempre da solo...ho voglia di Sugar, di lei, il mio maritino….mi capisce dottoressa?”
piansi sul suo petto caldo, dolce, profumato sotto il camice bianco. Alla fine lei disse che mi avrebbe aiutato, scrisse un foglio, avrei dovuto portarlo ad un assistente. Lo feci e venne fuori che Sugar fu convocata in centrale e le dissero che non mi prendevo cura del suo congiunto che stava soffrendo e la dottoressa richiedeva che ci sottoponessimo ad un trattamento di coppia da uno psicologo. Lei andò su tutte le furie e urlava SONO UNA TRANSEX LIBERA, CITTADINA DEL TERRITORIO TRANSEX NON POTETE DIRMI COME TRATTARE LA MIA EX-PUTTANA! Ma poi le fecero capire che se non accettava e cambiava atteggiamento verso di me, avremmo passato dei guai. Il piano della dottoressa funzionò alla grande, perché quella sera Sugar era infuriata alla grande e si sfogò con me riempiendomi di schiaffi e botte, ubriaca e manesca, schiaffi, colpi, sculaccioni, sputi, schiaffi ero di nuovo la sua troia da battere DICONO CHE SONO ASSENTE...MI SENTI TROIA ADESSO? E mi colpiva in faccia, mi faceva malissimo, ma era anche bello, eccitante, finalmente! La mia pappa la mia padrona che mi sistemava che mi faceva sentire il suo amore. E quando si fu calmata mi ordinò di fare una doccia con lei. Passamo del tempo sotto il getto caldo ed io potevo passarle il sapone, toccarla, baciarla, curarla. Fu bellissimo. Ci baciammo sotto la doccia. TI AMO SUGAR dissi piangendo ma di gioia. “Anche io baby”.
Fuori dalla doccia si mise a letto, eravamo nudi e caldi, profumati. Prima le feci un massaggio ai piedi, quindi mi dedicai al suo cazzo, lo spompinai con calma, gustandolo, baciandolo, succhiandolo in punta, toccandolo, baciandolo, ingoiandolo come una vera troia. Una vera puttanella con la sua mogliettina, sua pappa. Quindi salii sopra di lei e mi feci scopare. Quella sera rimediai botte cazzo padronale, andai a dormire felice, la mia pappa mi voleva ancora bene. Il mattino dopo lei era ancora storta per la storia dello psicologa e prima mi fece bere la sua piscia mattutina, quindi mi ficcò la testa nel catino dell’urina e mi fece lavare la faccia e bere ancora la sua piscia che era lì da diverse notti.
Alla fine Sugar accettò di vedere la dottoressa, ma rimase ancora fuori per giorni, lasciandomi ancora senza il suo cazzone nero. Il giorno del colloquio Sugar era incazzata, ma si fece vestire e truccare prima di uscire e anche a me fece indossare abiti buoni. La transex psicologa era una vecchia sulla sessantina, bassa, nera, con capelli biondi, tarchiatella, molte rughe sulla faccia, all’inizio fece varie domande, aveva una belle voce profonda, calma, ispirava fiducia. Ci fece raccontare un po’ di noi, del nostro rapporto, parlò Sugar io mi limitai ad essere d’accordo, annuendo e ripetendo sì.
“E a te sta bene questo rapporto? Il signor Chubby quando ti picchia o sta fuori per giorni per te ok oppure
“Certo che a lui piace come la tratto, vero puttanella?
“Sì, dottoressa...si Sugar…
“Visto? Tutto ok...la troia qui è innamorata di me, giusto?
“Sì.
“Visto? Siamo una coppia perfetta, io amo la mia troietta...ex troietta perdon…e mi baciò in bocca, le sue labbra carnose e rosse sulle mie, la transex ci guardò
“Io comando, io decido e poi qualche ceffone mette a posto un sacco di cose? A lui piace, vero?
“Sì..
“Ti piace quando mr.Chubby ti picchia’
“…
“Rispondi troietta!”
“Lo lasci parlare signor Chubby
“...eh,..certo, sì, sì, mi piace quando Sugar mi picchia, mi rimette in riga come dice giustamente Lei, amo essere preso a ceffoni da Lei, amo
“La sente la troia? Tutto ok, non la forzo, a la puttanella bianca piace…
“Ok, ma fa che lo dica lui.” fece la dottoressa con uno sguardo duro e deciso. Sugar ci rimase male e si innervosì
“Sì, mi piace che Lei mi rimetta in riga ogni tanto, mi fa sentire più vicina a lei, penso che così dimostri il suo affetto…” dico e stringo la mano di Sugar che la bacia.
“Lo pensi davvero? Botte uguale affetto?”
“..eehhh….sì. Certo, adesso non sono più la sua puttanella da strada, che batto, sono sposato con Lei, ma per me, lei è sempre la mia pappa dell’animo, sono suo, gli appartengo...mi sono innamorato di Lei quando facevo la puttana al freddo in montagna e dividevamo la roulotte in quel posto del cazzo. Io la troia che imparava. Lei la pappa. Mi modellò, fece di me la sua troia, come voleva che fossi. Ubbidiente, remissiva, pronta a fare quanto ordinato da lei. E mentre imparavo mi innamorai di Lei. Proprio per come mi trattava, perché vero che battevo al freddo, ma poi da soli, nella roulotte, lei mi scopava alla grande e ogni schiaffo, ogni botta, ogni sculaccione faceva di mela sua troia perfettina e la sua amante, la sua ancella, la sua serva...e una serva si picchia quando sbaglia, quando è giusto e quando va alla sua Pappa, sa lei perché”
Sugar mi baciò ancora. “La mia puttanella bianca...che amore...ha sentito dottoressa?”
“Sì. Ho sentito benissimo e ho capito.” si mise a scrivere su un foglio. Quando finì chiese a Sugar: “E’ consapevole che come marito ha obblighi verso questo uomo secondo la legislazione del Territorio Transex?”
“Obblighi..cioè...certo...ok...oio..che vuole dire dottoressa?” era infuriata e si teneva alla poltrona.
“E’ consapevole?”
“Uffa! Sì, cazzo, lo sono!”
“Bene.” lo guardò intensamente e poi anche me. Rimase in silenzio qualche minuto. Sugar sbuffava pensando a problemi per lei.
“Vuole sapere cosa ne penso?”
“Sì, cazzo, spari, dossoressa….”
“Io sono della vecchia scuola. Non amo queste cose moderne che gli uomini qui siano al pari nostro. Gli uomini sono nostri servi naturali nel Territorio Transex, è giusto così.”
“Parole Dorate, così si parla, Signora!”
“Quindi penso che lei faccia quanto ritenga giusto di fare per la sua mogliettina, lei è quella che comanda, punto e basta.”
“Parole dorate signora bella!Musica per le mie orecchie.”
“Inoltre non ci vedo violenza o imposizione in quello. A lui sta bene, anzi vuole essere battuto, rimesso in riga!”
“Certo, quando mi stuzzica lo fa apposta perché io la prenda a sberle!”
“Quindi per me è ok. Però lavorando per questo Governo ho l’obbligo di ricordarle che lui deve essere trattato bene. Se vuole un consiglio, lo porti più volte fuori a cena, rimanga a casa con lui qulche volta di più. Un piccolo sforzo. Due ceffoni. E poi se lo scopì di più e vedrà che questo essere inferiore sarà felice! Lo farà mr.Chubby?”
Suagar mi tenne la mano, mi baciò e poi giurò di sì.
Era così contenta di aver risolto così facilmente quella pantomima che festeggiamo a casa, le preparai una bella cenetta, mi vestii da troietta con parrucca bionda e intimo rosa femminile e la feci bere e le sculettai tutto il tempo davanti a lei. Quindi la trascinai a letto, la feci distendere lunga sul letto: bella, grossa, nera, truccata con gli orecchini dorati, le grosse tette cascanti e po il suo cazzo, depilato, bello, grosso, la cappella rosa enorme che spuntava, iniziai a baciarlo e leccarlo e poi le feci un pompino lunghissimo, succhiando, baciando, leccando, ingoiandolo tutto, piangendo e ridendo felice col suo cazzone nero in bocca, soffocato, leccavo, righe dense di saliva andavano dal mio collo alle labbra, lei distesa sul letto che godeva del pompino fatto dalla sua serva, dalla sua ex-puttanella. Quando mi prese la testa e eruttò sborra abbondante e calda nella mia gola, fu felicissimo. Era tornata! La Mia Sugar transex padrona. Pappa manesca ma dal cazzo pronto per me.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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